Una volta, nel mio giorno di riposo, mi svegliavo a mezzogiorno, saltavo la colazione e trovavo un buon pranzetto preparato dalla mamma. 

Il buongiorno al fidanzato, qualche messaggio alle amiche e poi via a fare un giro per negozi, un The in centro con l’amica del cuore, la palestra se mi andava di farla. 

Poi rincasavo per cena oppure stavo in giro facendo tardi, tanto il giorno dopo sarei stata di nuovo a riposo.

Eppure ero sempre stanca,mi lamentavo e non ero appagata, soddisfatta, prendevo mille impegni ma non ne concludevo tanti.

Poi sono arrivati i figli, e la sveglia non suona più perché mi svegliano loro, apro gli occhi presto presto che la scuola ci attende, la colazione a suon di “hai finito il latte?”, la doccia da cui esce acqua fredda se uno di noi si lava i denti contemporaneamente, mi sveglia definitivamente. 

Così tra una merendina lasciata sul tavolo e una cacca appena fatta mentre usciamo da casa,mi prometto che devo prendere margine e organizzarmi ancor meglio il giorno dopo.

La società ci attende. Attende i miei figli coi loro impegni a scuola e attende me che sono lavoratrice, madre, donna che cerca di rimettersi in forma,moglie e regina ( ridete pure) della casa.

Se non faccio la spesa non si pranza (e manco si cena) il buongiorno al fidanzato (che è diventato marito) è un bacio veloce spiattellato con un riassunto degli incarichi della giornata, il messaggio alle amiche è stato scritto ma ho scordato di premere invia perché è scattato il verde del semaforo, gli unici negozi che vedo hanno insegne con orsetti e fiocchetti, per il The occorre controllare il turno di Mammo che starà con i figli. E la palestra? Manco a pensarci.


Prendo impegni, studio, faccio, disfo e rifaccio e sono stanca ma soddisfatta, delle volte mi lamento un po’ ma se guardo indietro vedo che la vita vera é ora.

Con tutte le stanchezze del sonno disturbato, dell’appartamento che sempre lindo non è, con il capo che controlla i risultati, col marito intravisto nel corridoio della nostra casa (in realtà è mezzo metro quadrato ma faceva figo scriverlo).

Perché ci sono loro che hanno portato luce in una vita monotona, che incuranti della mia giornata mi chiedono ancora “mamma, giochi con me? “. E mi raccontano le loro avventure a scuola, e che il riso verde era proprio buono e “sai che S. mi ha baciato?”

E mi vorrei ritagliare una pipì in autonomia ma li ho accanto mentre aprono il rubinetto del bidet e tirano giù 3 metri di carta igienica che pulirebbe il sedere a tutto il vicinato.  

E litigano perché la palla rossa è la migliore ma se uno prende la verde, la migliore diventa quella.

E “il bagnetto si, ma non lavarmi i capelli, le unghie oggi no e mamma mi fai un massaggio?” 

Li metto a letto con tutto l’amore e la riconoscenza per avermi scelta come mamma, crollo nel sonno più giustificato che c’è…shhhh domani si ricomincia…ah è già domani?!

Let’s go!!

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