Categoria: Vita da mamma

I pannolini, ovvero che caratteristiche devono avere per andar bene ai bambini

 

Nel panorama pannoliliano, si trovano tantissime marche di pannolini con caratteristiche e prezzi differenti.

Se sei in dolce attesa e pensi a quale ultra scorta tenere in casa per la nascita del tuo bambino, da ora avrai un pensiero in meno. Non fare nessuna scorta perché se non dovessero andar bene al tuo bambino, potresti trovarti a dover smaltire pacchi di panni inutilizzati.

Come fare quindi per farsi un’idea su quali scegliere almeno inizialmente?

  • Contattare le aziende per ricevere un campione gratuito
  • Chiedere dei campioni gratuiti alle catene di prodotti per bimbi
  • Osservare le caratteristiche dei panni utilizzati da qualche tua amica neomamma

Che caratteristiche deve avere un pannolino per essere di qualità? Ecco le 3 caratteristiche fondamentali per fare la scelta giusta:

  1. MORBIDEZZA: Strofinalo sulla tua mano, devi sentirlo morbido al tatto, come una carezza sulla pelle
  2. BANDA ELASTICA IN VITA: per avere una vestibilità comoda sul pancino, senza nessuna rigidità
  3. BARRIERA CATTURA PUPU’: sul retro del panno troverai una stringa orizzontale che serve ad evitare le fuoriuscite

 

Avevi già valutato questi aspetti? Se ti va di parlarne assieme vediamoci sul gruppo https://www.facebook.com/mammeincorso.it/
 

Seguirà un video in cui ti darò magari informazioni  e un  link utile  per la tua scelta.

Ti aspetto li, Katy

 

Bambini malati nel weekend? Vogliamo il pediatra 24h su 24

Ehi bambini, che bello! Finalmente è Venerdì e domani andiamo a fare una gita tutti assieme! Dove andiamo? Al mare, al lago, in montagna?

Quasi quasi sento in lontananza Heidi che fa ” Le caprette ti fanno ciao” , ma ciao proprio!!!


Perché manco ho finito di annunciarlo che uno di loro  fa “mamma, mi fa male la gola quando ingoisco!” “INGOISCO? Si dice ingoio, quante volte te lo avrò detto che si dice I N G O I O! Vieni, vieni qui, prendiamo l’iphone e illuminiamo questa gola, ehi, ma tu scotti?!”

La persona di sesso maschile (che poi sarebbe il padre) sgrana gli occhi e coglie il lato positivo ” il calcio su Sky, sarà fantastico questo weekend”, cioè, non che lo dica ma forse, lo pensa.

Paracetamolo, spray nasali e aerosol si mettono in fila indiana e marciano rendendosi disponibili sino al lunedì, quando il pediatra svelerà quale batterico mostro si è impossessato del mio sabato e domenica…ehm, intendevo dire del bambino.

Così, tra uno starnuto e un vomito, la febbre è sempre più alta e il cruccio arriva puntuale ” Guardia Medica o pronto soccorso?”

” Ma no, risponde il tifoso, magari andiamo lì e si becca mille altre malattie, teniamolo qui al calduccio”.

E allora, ecco che la petizione creata da Giovanna Romeo, trova un consenso di oltre 14mila persone che richiedono l’assistenza pediatrica 24 ore su 24. Tra queste c’è pure la mia firma. In pratica, si tratterebbe, di avere a disposizione un pediatra nella sede della guardia medica, dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 8 e dal sabato mattina al lunedì con festivi e prefestivi inclusi.

La petizione, rivolta al Presidente della Repubblica, del Consiglio e al Ministro della Salute,  spiega che lo Stato, in termini di costi, andrebbe pure a risparmiare in quanto si ridurrebbero gli interventi del 118 e gli accessi ospedalieri.

La serenità di godere di una visita accurata e mirata a sconfiggere tutti i mostri anti-weekend sicuramente rasserena e fa sperare nella gita del prossimo fine settimana. Si sa, per noi mamme, la speranza è ultima a morire!

Questo è il link per accedere alla petizione perciò se sei inguaiata pure tu, clicca forte su FIRMA QUESTA PETIZIONE e condividi con le mamme sfigatelle che conosci.

Buon weekend! 
 

Come NON preparare il seno per l’allattamento

Tempo fa, alle donne in gravidanza, si consigliava di strofinare i capezzoli con un asciugamano o un guanto di crine per preparare il seno all’allattamento. Si credeva che, in questo modo, i capezzoli potessero essere irrobustiti per renderli meno vulnerabili a ragadi e fastidi durante la suzione.


Ora, l’Oms (organizzazione mondiale della sanità) ci informa che il seno NON necessita di nessuna preparazione perché la natura sa già trasformare e adattare il corpo a questa richiesta.

Del resto, se durante la gravidanza, si va a sollecitare il seno, si potrebbe dare il via alle contrazioni uterine.

Quindi, in che modo si prevengono le ragadi? 

Le ragadi si prevengono attraverso un corretto attaccamento del bambino. Soprattutto durante i giorni di ricovero, è importante farsi aiutare da ostetriche e medici per trovare il giusto contatto seno-bimbo che prevede che il bambino prenda tutta l’areola e non solo il capezzolo.

Dopo la poppata, sarà possibile lavare il seno con semplice acqua o sapone neutro ma prima di farlo, per proteggere il seno, si consiglia di spremere una goccia di latte sul seno stesso lasciando asciugare all’aria. L’effetto idratante e cicatrizzante del latte materno, aiuterà la mamma ad affrontare  ragadi e fastidi dell’allattamento.

Paracapezzoli in argento, pomate di lanolina e olio di mandorle, li ho sperimentati personalmente e ne ho trovato giovamento ma ogni caso è a se e un consulente dell’allattamento saprà aiutare a trovare la gusta dimensione.

E voi, avete preparato il seno durante la gravidanza? Avete sofferto di ragadi in allattamento?

 

 

 

 

Ciò che non ti dicono sull’allattamento 

 Quando feci il primo e unico corso preparto, (visto che tendenzialmente per la seconda gravidanza ci si dedica ad altro) tra tutte le argomentazioni, le curiosità, i racconti, ci fu anche la parte dedicata all’allattamento. La struttura del seno, gli ormoni che entrano in gioco, le posizioni corrette per l’attaccamento del bambino e bla,bla,bla,bla.

Ciò mi rimase di tutte quelle parole fu la voglia di volerlo fare, voler allattare Drago almeno un po.

I reggiseni per l’allattamento erano pronti, le coppette assorbilatte pure, le vestaglie con i bottoni davanti lavate e stirate.

Poi, nacque lui, un batuffolo (mica tanto) di oltre 3 kg che aveva bisogno di mangiare visti gli sforzi che aveva fatto per venire al mondo!


Ero indolenzita, con capogiri e voglia di non fare nulla perché il meglio di me lo avevo dato tutta la notte ma dovevo provare ad attaccarlo e la soddisfazione di vederlo mangiare sui miei seni era per me fonte di appagamento.

Ma, in una manciata di giorni, l’attacco errato, purtroppo, aveva prodotto ragadi, tagli sanguinanti che uniti a contrazioni uterine e fitte, mi fecero precipitare in un doloroso momento non solo fisico ma mentale.

Le persone continuavano a farci visita a casa per conoscere la nostra Neo-famiglia e io non riuscivo a rilassarmi perché nel momento in cui avrei dovuto allattare Drago, avrei contemporaneamente dovuto accogliere la gente ed ero contraria a condividere l’intimità dell’allattamento.

In più, per far arrivare la montata lattea (ehi! potresti non accorgerti del suo arrivo se hai un seno già prosperoso) mi portavano formaggi, kg di noci, birra (si sa che la birra fa latte! Mamma mia!!! Non è vero!!) e io non ne potevo più di tutto questo palcoscenico di cose piombato assieme all’allattamento.

Decisi di fare qualcosa. Cambiare atteggiamento. Ormai tutti i parenti avevano conosciuto Drago e le visite diminuivano (tranne per quelli che volevano rivenire per vedere quanto fosse cresciuto a distanza di 1 mese) e incominciai a rilassarmi. Io nel lettone e lui accanto a me in una penombra mistica che mi ricollegò a tanti animi di donne che nel mondo vivevano la mia stessa storia. Capii che la fretta era cattiva consigliera e che avrei dovuto ridimensionare i ritmi ad un livello più arcaico e ci riuscii.


Riuscii ad allattare Drago per un anno, un anno difficile, perché l’allattamento era arrivato senza le giuste conoscenze e se solo fossi stata più informata, la consapevolezza delle difficoltà che avrei potuto incontrare, mi avrebbe da subito, fatto capire che era tutto NORMALE.

È normale che sia doloroso, che si voglia abbandonare, che si pensi ai bimbi cresciuti bene con il latte artificiale. Basta saperlo. Sapere che potrebbe capitare di affrontare difficoltà ma che alla maggior parte delle problematiche c’è soluzione.

Per questo ho studiato per diventare una Peer supporter per l’allattamento materno. Perché avrei voluto con me una guida, una persona che standomi accanto potesse spiegarmi cosa stesse accadendo e incoraggiarmi nella scelta di allattare.

Da donna dico sempre che l’importante non è allattare ma essere serene, si è delle buone madri anche con in mano un biberon. Ma so anche che a difficoltà che sembrano insormontabili si può trovare una soluzione e delle volte basta rivolgersi alle figure giuste per avviare un allattamento armonioso e  garantisco che in questa diade lo scambio di emozioni sarà reciproco.
E voi, la pensate come me?

 

Le vere amiche non si lasciano mai. 

Di solito si dice che le vere amiche si possano contare nel palmo di una mano. Io lo faccio in 2.

Perché se inciampi nella mia vita e diventiamo amiche, stai tranquilla che ti porterò con me. 

Succede così con Va, che è con me da quando avevamo 8 anni sino ad arrivare a Sonja, amica di penna o visto i tempi, meglio dire di pc con cui condivido sogni nel cassetto a ritmo quotidiano.

Eppure, pur essendo circondata di amore, c’è stato un momento in cui mi sono sentita sola. E sola lo ero per davvero. Almeno io credevo così.

Perché quando hai un bimbo ti devi scontrare per forza con qualche macigno e quello è stato il mio primo.

Mi sono dedicata a Drago con tutto il mio amore, con tutta la mia curiosità e con tutto il mio tempo e il tempo per le mamme, si sa, è sempre una lotta.

Così mentre le mie amiche uscivano per una cena improvvisata, io ero già a letto perché consapevole che mi sarei svegliata per allattare e cambiare pannolini almeno 8 volte. O quando per un The in centro declinavo perché avevo il bilancio di salute dalla pediatra.
Per non parlare della palestra e di “lascialo coi nonni così vieni con noi” o ” prenditi 10 minuti al giorno per te” e io li trasformavo in azioni compiute tipo farmi una doccia o smacchiare body e bavaglini.

Ho trovato consigli non richiesti, suggerimenti, mi sono sentita giudicata nelle scelte, guardata con occhi di chi ne sapeva sempre più di me riguardo al mio Drago.

Ho trascorso pomeriggi a fare facce buffe e pernacchie, bubusetete e pappe, bagnetti profumati e foto di noi 2.
Ho fatto massaggi ai piedini, cantato e ballato, ho riso, ho pianto(tanto) senza rendermi conto che ero già un’altra me.

Perché cambi, cambi per sempre quando diventi mamma, perché è più facile trascorrere una mattina al parco con una mamma appena conosciuta piuttosto che con la tua amica ultra decennale.
Non vuoi annoiarle le tue amiche, qualsiasi discorso ti riporterebbe al tuo essere madre e vuoi evitare discorsi di cacche, prime parole e centimetri presi. 

Ecco perché ho scelto me e lui, proteggendomi da incomprensioni e estraniandomi da una vita che non sentivo più mia.

Poi Ercolino ha sconvolto tutto.



Mi sono scoperta organizzata pur con 2 bimbi, un via vai di amiche che appoggiavano le mie scelte, che mi dicevano che era bello vedermi così serena e io ero felice, felice davvero!

Ma allora, cosa era cambiato?
Ero nuovamente cambiata io! Avevo capito che avevo bisogno di confrontarmi, di prendere un momento per me, lontano da discorsi di pannolini e vaccini, avevo maturato in me la voglia di ritornare a parlare di libri, di quaderni da colorare, di film anziché cartoni.
E se si ci sente sole bisogna uscire, accettare i consigli (ascoltandoli e basta eh) e rivedersi con le amiche che troveranno in te una nuova donna ma molto, molto più ricca e tu ti sentirai meno aliena nella società che ha ritmi differenti da quelli di essere genitore.


Ma sarai te stessa, con tutto ciò che c’era prima d’essere mamma e con tutta la sensibilità che hai acquistato dopo aver dato alla luce la parte più importante di te. 

Tuo figlio.

La stagione del raffreddore

E’ arrivata!!! Diamo il benvenuto alla stagione del moccio sui polsini delle magliette, di candeline che colano e fazzoletti balsamici per non irritare i nasini.


 

Ricordo, al primo moccino di Drago5, che andai dalla pediatra per dirle che erano trascorsi già 3 giorni dall’inizio del raffreddore e la situazione non era migliorata neanche un po. Mi guardò con affetto e mi disse “Mamma, esistono più di 200 tipi di raffreddore, questo è il suo primo”. Andai via io, Drago5, il moccio e un paio di campioni di soluzione fisiologica.

I pediatri consigliano i lavaggi nasali quotidiani soprattutto per i bimbi che ancora non riescono a soffiare il nasino.

Se si tratta di un neonato, è importante farli anche prima della poppata perché la bocca sarà impegnata  e il nasino è l’unico mezzo per respirare.

(altro…)

Prima dei figli e ora 

Una volta, nel mio giorno di riposo, mi svegliavo a mezzogiorno, saltavo la colazione e trovavo un buon pranzetto preparato dalla mamma. 

Il buongiorno al fidanzato, qualche messaggio alle amiche e poi via a fare un giro per negozi, un The in centro con l’amica del cuore, la palestra se mi andava di farla. 

Poi rincasavo per cena oppure stavo in giro facendo tardi, tanto il giorno dopo sarei stata di nuovo a riposo.

Eppure ero sempre stanca,mi lamentavo e non ero appagata, soddisfatta, prendevo mille impegni ma non ne concludevo tanti.

Poi sono arrivati i figli, e la sveglia non suona più perché mi svegliano loro, apro gli occhi presto presto che la scuola ci attende, la colazione a suon di “hai finito il latte?”, la doccia da cui esce acqua fredda se uno di noi si lava i denti contemporaneamente, mi sveglia definitivamente. 

Così tra una merendina lasciata sul tavolo e una cacca appena fatta mentre usciamo da casa,mi prometto che devo prendere margine e organizzarmi ancor meglio il giorno dopo.

La società ci attende. Attende i miei figli coi loro impegni a scuola e attende me che sono lavoratrice, madre, donna che cerca di rimettersi in forma,moglie e regina ( ridete pure) della casa.

Se non faccio la spesa non si pranza (e manco si cena) il buongiorno al fidanzato (che è diventato marito) è un bacio veloce spiattellato con un riassunto degli incarichi della giornata, il messaggio alle amiche è stato scritto ma ho scordato di premere invia perché è scattato il verde del semaforo, gli unici negozi che vedo hanno insegne con orsetti e fiocchetti, per il The occorre controllare il turno di Mammo che starà con i figli. E la palestra? Manco a pensarci.


Prendo impegni, studio, faccio, disfo e rifaccio e sono stanca ma soddisfatta, delle volte mi lamento un po’ ma se guardo indietro vedo che la vita vera é ora.

Con tutte le stanchezze del sonno disturbato, dell’appartamento che sempre lindo non è, con il capo che controlla i risultati, col marito intravisto nel corridoio della nostra casa (in realtà è mezzo metro quadrato ma faceva figo scriverlo).

Perché ci sono loro che hanno portato luce in una vita monotona, che incuranti della mia giornata mi chiedono ancora “mamma, giochi con me? “. E mi raccontano le loro avventure a scuola, e che il riso verde era proprio buono e “sai che S. mi ha baciato?”

E mi vorrei ritagliare una pipì in autonomia ma li ho accanto mentre aprono il rubinetto del bidet e tirano giù 3 metri di carta igienica che pulirebbe il sedere a tutto il vicinato.  

E litigano perché la palla rossa è la migliore ma se uno prende la verde, la migliore diventa quella.

E “il bagnetto si, ma non lavarmi i capelli, le unghie oggi no e mamma mi fai un massaggio?” 

Li metto a letto con tutto l’amore e la riconoscenza per avermi scelta come mamma, crollo nel sonno più giustificato che c’è…shhhh domani si ricomincia…ah è già domani?!

Let’s go!!

Sarai il Mio ultimo figlio

Di figli ne ho 2, Drago 5 di cinque anni ed Ercolino (chiamato così per il suo amore per le proteine e per il suo fisico bombato) di 21 mesi.

Quando arrivò Drago 5, avevo 29 anni e di cosa significasse crescere un figlio non ne avevo la minima idea.
 Avevo idealizzato come sarebbe potuto essere ma poi,la vita, capovolge le aspettative per riempirti di quella unicità che non tiene conto di ciò che avresti voluto tu. E non è detto che sia sbagliato.

Una cosa l’ho azzeccata. Peccato che poi…vorrei ora poterla modificare un po ma non si può più tornare indietro.

 Volevo da subito renderlo sicuro di se, indipendente, autonomo questo mio Drago.
In questo percorso, col Mammo, gli abbiamo fornito degli strumenti per poterlo essere e così in ogni tappa i tempi non li rispettava ..li bruciava in velocità.

E ora, non so se questo sia stato un bene. Perché non vederlo piangere se mi perde di vista al centro commerciale, non buttarsi a terra per un gioco non comprato, partecipare con i suoi risparmi al viaggio di famiglia, ai miei occhi lo rende più grande di quello che è, e mi sembra ancor più frenetico il tempo che passa lasciandomi l’amaro di non vederlo a tratti bambino.


Poi è arrivato lui, Ercolino e mi sono voluta fermare. Assecondarlo, rispettare i suoi tempi, non creare forzature. 

Così Ercolino è cresciuto con il mio latte sino a quando ha deciso lui(18 mesi), ha imparato a camminare a 17 (e io non ero in ansia), urla se non ottiene ciò che vuole e dorme nel lettone attaccato a me.

Ho capito che devo godermelo, gustare ogni attimo perché raggiungere le tappe prima degli altri coetanei non lo renderà una persona migliore e non farà di me una madre da copertina.

Questa corsa l’ho un po ridimensionata anche con Drago5 e questo è uno dei regali che Ercolino ha fatto al suo fratello maggiore.

Perché Ercolino sarà il mio ultimo figlio e voglio che i tempi per raggiungere le sue conquiste li detti lui senza le mie forzature.

E ora ho capito che non importa se:
– il cibo sarà appiccicato nelle piastrelle o nel muro e se non sarà così perfetto e ordinato a tavola. Se lo sarà gustato e io avrò riso con lui.

– il pannolino non lo eliminerà allo scoccare dei 2 anni e io non mi sentirò l’invincibile mamma leva-pannolini.

– nel lettone si sta stretti e in estate fa caldo e lui si vorrà stringere a me, ci saranno anni in cui vorrò stringerlo io e lui sarà a fare un falò sino all’alba.


– starà male e io starò con lui disdicendo un uscita tra amiche Perchè riporrà in me la sua voglia di guarire e io lo coccolerò.

– strillerà per non essere lasciato al nido e non lo guiderò a trovare pace al suo bisogno di stare con me.

– litigherà con i suoi coetanei e non interverrò dopo un nano secondo dimostrando di essere una mamma precisa e tutta d’un pezzo.

– non si laverà da solo a 2 anni ma vorrò sentire tra le mie mani, quella spugna col suo bagnoschiuma profumato e il talco nell’aria.

Voglio godermi ogni giorno perché lui sarà il mio ultimo figlio e Drago5 sarà sempre il mio primo bimbo e di strada ne abbiamo tanta da fare. Quindi, perché non rallentare un po’?


Li guiderò, spronerò, sgriderò ma mai più forzerò i loro tempi, ascolterò di più le loro richieste e godrò di quel tempo che scorre lento grazie a loro, che di corse e freneticità mi basta tutto il resto della vita. 

Mamma, ammalati tranquillamente 


C’era una volta un dente da devitalizzare, un’influenza da curare e giusto un paio di placche sorridenti sulle sue tonsille.

Lei era a letto, la suocera pregava il Dio delle guarigioni veloci e la madre sventolava asciugamani bagnati da rimettere in fronte come se lei fosse ancora bambina.

Ehi, non che queste sfighe fossero sopraggiunte tutte  assieme ma anche se distanziate nel tempo sai che bocce!

Sdraiata accanto a lei, c’era una creatura che succhiava un nettare così prezioso che in un colpo solo, sfamava, coccolava e addormentava. 

Ma la Regina Madre, pur assolvendo il suo compito di nutrice e meritandosi di default la guarigione, di miglioramenti all’orizzonte non ne scorgeva e così si rassegnò a mandare il “mammo” ad acquistare pacchi di medicine dallo sciamano farmacista di turno.

Ma quali farmaci erano compatibili con il suo allattamento?  Stava per intossicare una creatura che pesava 3 bottiglie d’acqua o poco più?

Così si ricordò di aver letto da qualche parte che era attivo un recapito telefonico dedicato a tutte le mamme che non si arrendevano davanti a microbi e batteri e che volevano combatterli a suon di pastiglie,antibiotici e riposo.
Quindi, contattò l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri al numero 800883300 e parlò con la Dottoressa Misalvilei che le diede l’ok per i farmaci compatibili con l’allattamento e il “mammo” corse a fare shopping autorizzato.


Questa è la storia di ogni Regina Madre che nel caso dovesse ammalarsi, ha a sua disposizione un centro efficientissimo di medici che offrono questo servizio gratuito 24 ore su 24 per poter guidare, consigliare e trovare soluzioni finalizzate al proseguimento dell’allattamento senza interruzioni dovute ai farmaci.

Quando ero Regina Madre allattante ho contattato il centro innumerevoli volte e l’unico disservizio ricevuto era non poter esprimere il mio grado di giudizio…avrebbe avuto ogni volta il mio 10!

Mamme Informate e pollo Infornato!

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Come sapete, la scorsa settimana, a Milano, ho partecipato ad un evento formativo per mamme che curano un proprio sito web.
Contemporaneamente, erano presenti diverse aziende strettamente legate al mondo dei bambini, delle mamme e delle famiglie in generale.
Una di queste era “ W il pollo”, comunità di chicken lovers tutta italiana.
In questa occasione, con il Dott. Morino, Responsabile alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, si è parlato di una ricerca condotta da Doxa/Unitalia che ha evidenziato che le mamme italiane  sono attente e scrupolose ma allo stesso tempo preoccupate in merito alla scarsa presenza di frutta e verdura nell’alimentazione dei propri figli.
Le mamme italiane sentono il bisogno di informarsi in merito alla dieta dei propri bimbi  e 1 mamma su 2 lo fa attraverso il web,  il 90% di loro si fa carico di cucinare i piatti e sono consapevoli della piramide alimentare che andrebbe seguita per equilibrare carboidrati, proteine, frutta e verdura.
Pasta e pane compaiono sulle tavole dei bimbi italiani almeno 3/4 volte a settimana, meno presenti i cereali e patate e per quanto riguarda le proteine, sicuramente, rispetto a legumi e pesce si prediligono i formaggi e le carni.
La carne più apprezzata da mamme e bimbi è quella di pollo per svariati motivi. Per esempio, contiene pochi grassi, è economica rispetto ad altre carni ed è digeribile.
Spesso viene proposta come cotoletta o come crocchetta, come scaloppina o cucinata al forno per soddisfare il palato dei bambini di tutte le età.
Ciò che lascia nel dubbio tante mamme, è la credenza che la carne di pollo contenga ormoni e residui di antibiotici ma Lara Sanfrancesco, direttore di Unaitalia, ci assicura che il 99%di  pollo che troviamo nelle nostre tavole è nato, macellato e confezionato in Italia per garantire un prodotto sano e sicuro.
E visto che le mamme italiane sono attente e scrupolose non si soffermeranno a ciò che ho indicato in questo post ma si informeranno ulteriormente col fine ultimo di garantire sicurezza, equilibrio e gusto per se stesse e per tutta la famiglia.
Vi ritrovate in ciò che ho scritto? Fatemi sapere!!!
Vi inserisco il link di una ricetta buona buona che sposa carne di pollo e verdure…buon appetito!!!! http://www.vivailpollo.it/in-cucina/1539/tasca-di-pollo-alle-verdure/