Categoria: Gravidanza

Tutto quello che c’è da sapere sulla gravidanza, prima e dopo.

I pannolini, ovvero che caratteristiche devono avere per andar bene ai bambini

 

Nel panorama pannoliliano, si trovano tantissime marche di pannolini con caratteristiche e prezzi differenti.

Se sei in dolce attesa e pensi a quale ultra scorta tenere in casa per la nascita del tuo bambino, da ora avrai un pensiero in meno. Non fare nessuna scorta perché se non dovessero andar bene al tuo bambino, potresti trovarti a dover smaltire pacchi di panni inutilizzati.

Come fare quindi per farsi un’idea su quali scegliere almeno inizialmente?

  • Contattare le aziende per ricevere un campione gratuito
  • Chiedere dei campioni gratuiti alle catene di prodotti per bimbi
  • Osservare le caratteristiche dei panni utilizzati da qualche tua amica neomamma

Che caratteristiche deve avere un pannolino per essere di qualità? Ecco le 3 caratteristiche fondamentali per fare la scelta giusta:

  1. MORBIDEZZA: Strofinalo sulla tua mano, devi sentirlo morbido al tatto, come una carezza sulla pelle
  2. BANDA ELASTICA IN VITA: per avere una vestibilità comoda sul pancino, senza nessuna rigidità
  3. BARRIERA CATTURA PUPU’: sul retro del panno troverai una stringa orizzontale che serve ad evitare le fuoriuscite

 

Avevi già valutato questi aspetti? Se ti va di parlarne assieme vediamoci sul gruppo https://www.facebook.com/mammeincorso.it/
 

Seguirà un video in cui ti darò magari informazioni  e un  link utile  per la tua scelta.

Ti aspetto li, Katy

 

Come NON preparare il seno per l’allattamento

Tempo fa, alle donne in gravidanza, si consigliava di strofinare i capezzoli con un asciugamano o un guanto di crine per preparare il seno all’allattamento. Si credeva che, in questo modo, i capezzoli potessero essere irrobustiti per renderli meno vulnerabili a ragadi e fastidi durante la suzione.


Ora, l’Oms (organizzazione mondiale della sanità) ci informa che il seno NON necessita di nessuna preparazione perché la natura sa già trasformare e adattare il corpo a questa richiesta.

Del resto, se durante la gravidanza, si va a sollecitare il seno, si potrebbe dare il via alle contrazioni uterine.

Quindi, in che modo si prevengono le ragadi? 

Le ragadi si prevengono attraverso un corretto attaccamento del bambino. Soprattutto durante i giorni di ricovero, è importante farsi aiutare da ostetriche e medici per trovare il giusto contatto seno-bimbo che prevede che il bambino prenda tutta l’areola e non solo il capezzolo.

Dopo la poppata, sarà possibile lavare il seno con semplice acqua o sapone neutro ma prima di farlo, per proteggere il seno, si consiglia di spremere una goccia di latte sul seno stesso lasciando asciugare all’aria. L’effetto idratante e cicatrizzante del latte materno, aiuterà la mamma ad affrontare  ragadi e fastidi dell’allattamento.

Paracapezzoli in argento, pomate di lanolina e olio di mandorle, li ho sperimentati personalmente e ne ho trovato giovamento ma ogni caso è a se e un consulente dell’allattamento saprà aiutare a trovare la gusta dimensione.

E voi, avete preparato il seno durante la gravidanza? Avete sofferto di ragadi in allattamento?

 

 

 

 

5 modi per dirgli che sarà Papà 

Quando ancora Io e Mammo eravamo una coppia libera da parchi,asili e casa disordinata, immaginavo il momento in cui gli avrei detto che sarebbe diventato papà. 
Avrei voluto un modo unico e speciale per rivelargli questa notizia ma andò diversamente.
Comprai il test di Sabato, alle 15, nella parafarmacia del Conad mentre facevo la spesa per la cena. Alle 16 sapevo già tutto. 

Ero una mamma. 

“Oh mio Dio ma è vero? Cosa potrò mangiare? Fammi ricordare se ho preso medicine in questi giorni! Come lo dico a lui?”
Iniziai a camminare in tutta la casa e non riuscivo a star ferma, sarei voluta uscire a comprare una scatolina spiritosa per metterci dentro un biglietto ma niente.
 Al suo rientro da lavoro, gli aprii la porta e con un piede mezzo dentro e uno mezzo fuori gli dissi la frase più scontata che potessi pronunciare:

 “Sono incinta, aspettiamo un bambino”

 Era incredulo, gli occhi sgranati e la felicità sul suo viso mi calmarono. Passammo la sera sul divano a leggere su internet i cibi consentiti, prima di ricevere la visita di una coppia di amici che ci esortava ad avere bambini. Che risate trattenute a quei consigli!

Ci sono tanti modi per comunicare al proprio compagno la notizia più bella del mondo ed ecco 5 spunti a cui potrai ispirarti:

Una cena romantica a lume di candela, a casa propria o in un ristorante speciale.

Una lettera lasciata accanto alla colazione (visto che i test si dovrebbero fare la mattina perché si ha la massima concentrazione dell’ormone beta HCG) o dandola a mano in qualsiasi momento della giornata. 

Graziosa l’idea di una scatolina in cui si può riporre un ciuccio, un paio di scarpette da neonato o un peluche. 


Bello sarebbe creare un video della propria storia d’amore in cui nell’ultima parte ci sia un neonato.


Si può anche impacchettare il test di gravidanza che sicuramente non lascerà alcun dubbio.


Chissà quanta fantasia hanno le persone nel vivere questo momento. Tu come lo immagini? E tu, come gli hai rivelato la notizia? Avete fatto il test assieme? Avete avuto la gioia di saperlo da un medico? 

Ciò che non ti dicono sull’allattamento 

 Quando feci il primo e unico corso preparto, (visto che tendenzialmente per la seconda gravidanza ci si dedica ad altro) tra tutte le argomentazioni, le curiosità, i racconti, ci fu anche la parte dedicata all’allattamento. La struttura del seno, gli ormoni che entrano in gioco, le posizioni corrette per l’attaccamento del bambino e bla,bla,bla,bla.

Ciò mi rimase di tutte quelle parole fu la voglia di volerlo fare, voler allattare Drago almeno un po.

I reggiseni per l’allattamento erano pronti, le coppette assorbilatte pure, le vestaglie con i bottoni davanti lavate e stirate.

Poi, nacque lui, un batuffolo (mica tanto) di oltre 3 kg che aveva bisogno di mangiare visti gli sforzi che aveva fatto per venire al mondo!


Ero indolenzita, con capogiri e voglia di non fare nulla perché il meglio di me lo avevo dato tutta la notte ma dovevo provare ad attaccarlo e la soddisfazione di vederlo mangiare sui miei seni era per me fonte di appagamento.

Ma, in una manciata di giorni, l’attacco errato, purtroppo, aveva prodotto ragadi, tagli sanguinanti che uniti a contrazioni uterine e fitte, mi fecero precipitare in un doloroso momento non solo fisico ma mentale.

Le persone continuavano a farci visita a casa per conoscere la nostra Neo-famiglia e io non riuscivo a rilassarmi perché nel momento in cui avrei dovuto allattare Drago, avrei contemporaneamente dovuto accogliere la gente ed ero contraria a condividere l’intimità dell’allattamento.

In più, per far arrivare la montata lattea (ehi! potresti non accorgerti del suo arrivo se hai un seno già prosperoso) mi portavano formaggi, kg di noci, birra (si sa che la birra fa latte! Mamma mia!!! Non è vero!!) e io non ne potevo più di tutto questo palcoscenico di cose piombato assieme all’allattamento.

Decisi di fare qualcosa. Cambiare atteggiamento. Ormai tutti i parenti avevano conosciuto Drago e le visite diminuivano (tranne per quelli che volevano rivenire per vedere quanto fosse cresciuto a distanza di 1 mese) e incominciai a rilassarmi. Io nel lettone e lui accanto a me in una penombra mistica che mi ricollegò a tanti animi di donne che nel mondo vivevano la mia stessa storia. Capii che la fretta era cattiva consigliera e che avrei dovuto ridimensionare i ritmi ad un livello più arcaico e ci riuscii.


Riuscii ad allattare Drago per un anno, un anno difficile, perché l’allattamento era arrivato senza le giuste conoscenze e se solo fossi stata più informata, la consapevolezza delle difficoltà che avrei potuto incontrare, mi avrebbe da subito, fatto capire che era tutto NORMALE.

È normale che sia doloroso, che si voglia abbandonare, che si pensi ai bimbi cresciuti bene con il latte artificiale. Basta saperlo. Sapere che potrebbe capitare di affrontare difficoltà ma che alla maggior parte delle problematiche c’è soluzione.

Per questo ho studiato per diventare una Peer supporter per l’allattamento materno. Perché avrei voluto con me una guida, una persona che standomi accanto potesse spiegarmi cosa stesse accadendo e incoraggiarmi nella scelta di allattare.

Da donna dico sempre che l’importante non è allattare ma essere serene, si è delle buone madri anche con in mano un biberon. Ma so anche che a difficoltà che sembrano insormontabili si può trovare una soluzione e delle volte basta rivolgersi alle figure giuste per avviare un allattamento armonioso e  garantisco che in questa diade lo scambio di emozioni sarà reciproco.
E voi, la pensate come me?

 

La mamma che aspettavo 


Quanto ci troviamo fragili davanti alla maternità. Quanto vulnerabili nel percorso di vita che vivremo. Eppure,ogni figlio, aspetta la mamma che verrà,trovandola unica e insostituibile nella sua bellezza. E allora, se potesse parlare, le direbbe così:

La mamma che aspettavo sei proprio tu.

Con la tua voce che mi racconta cose che vivremo noi, con le tue mani che mi accarezzano e che mi accoglieranno quando arriverò.

La mamma che aspettavo sei proprio tu, che metti me davanti a tutto e la tua felicità sono io.

La mamma che aspettavo sei proprio tu, che leggi libri su questi 9 mesi e che il tuo istinto sa molto di più.

Sei proprio tu, con le contraddizioni e le insicurezze, con le paure e le speranze e l’unica certezza di volermi con te.

La mamma che aspettavo sarai ancora tu quando il seno non basterà più e il biberon sarà tra noi. E quando starò nel lettone e la culla ci guarderà.

La mamma che aspettavo sarai ancora tu quando ti giudicheranno e sembrerà che i tuoi siano solo errori ma andrai avanti stringendomi di più.

La mamma che aspettavo sarai ancora tu quando farò i primi passi e la tua mano mi condurrà ovunque io andrò.

E quando a scuola dovrai lasciarmi e tratterrai il pianto, anche lì sarai la mamma che aspettavo.

Sarai la mamma che aspettavo in ogni giorno della mia vita, non potevo chiedere di più.

La mamma che aspettavo sarai tu, accoglimi con il cuore, sto arrivando da te.

Come scegliere il sesso del vostro bimbo

C’è una fase nella vita di una donna che improvvisamente scatena una voglia incredibile di maternità. La vita, così com’è, non basta più.


In strada ci incantiamo ad osservare le carrozzine, le vetrine di pagliaccetti e calzine illuminano i nostri occhi e davanti a noi le donne col pancione si sono quadruplicate. Ma non dicevano che non si facevano più figli?
La caccia alla cicogna può iniziare e visto che ci siamo, perché non scegliere il sesso del bebè?

Come fare? Semplicissimo! Consultando il calendario che 700 anni fa ci lasciarono i nostri cugini cinesi e portato alla ribalta da alcuni anni perché parrebbe attendibile al 93% circa. 


Basta incrociare l’età della mamma con il mese di concepimento e il risultato sarà sotto i nostri occhi.
Da qui in poi dovrete coinvolgere il partner nel periodo corrispondente al vostro desiderio di rosa o celeste e poi via! Tutto ciò che dovrete fare da qui in poi lo sapete già!

Se invece, aspettate un bimbo e non conoscete ancora il sesso, ecco che questa tabella anticiperà tutte le ecografie del vostro medico svelandovi il risultato.

Oppure, è utile anche se un bimbo lo avete già e avete la curiosità di verificare se i cinesi sono dei gran bugiardi o no. 
Non ci credete? Constatate! 

Nel mio caso ci ha azzeccato due volte su 2, per la terza il Mammo dice che ci fidiamo a prescindere…resterò con Drago, Ercolino e il dubbio del 2 senza 3!
E voi, utilizzerete questa tabella? Fatemi sapere qui sotto! 

Lo shiatsu in gravidanza e nel post partum

Lo shiatsu è un tipo di massaggio giapponese che basandosi sulla digitopressione mira a ripristinare le energie, combattere lo stress e enfatizza la risposta di guarigione alle malattie. 
Salvo diverse indicazioni del ginecologo, in gravidanza è possibile ricevere il massaggio shiatsu affidandosi però ad un professionista perché occorre prestare molta attenzione a non interessare i punti energetici collegati all’utero che se stimolati potrebbero scatenare le contrazioni. 

Eppure, proprio in gravidanza, questo tipo di massaggio, è un vero e proprio toccasana per contrastare il reflusso, sgonfiare gambe e piedi, combattere il mal di schiena e la sciatica.



Anche dopo si può trovare giovamento, la stanchezza del dopo parto oltre ad essere fisica è anche mentale, quindi é bene dedicarsi a se stesse per riprendere il proprio benessere che si ripercuoterà anche sul proprio bimbo.
Io, Ercolino, l’ho Avuto 22 mesi fa ma ad un massaggio shiatsu non rinuncio proprio, soprattutto quando a Cagliari si presentano eventi per poterne usufruire in un contesto di mega benessere come quello del B&b Il Carignano

Infatti, il 21 ottobre, a partire dalle 17, si potrà godere di un trattamento della durata di 20 minuti spendendo solamente 20 euro. Nel grazioso giardino, sarà offerto The o caffè de La bottega del caffè e la torta preparata da Dolci tentazioni d’autore.


Il Carignano, si trova a Pirri ed è una struttura che sposa comodità, raffinatezza e cura del cliente a 360 gradi. 

Tutte le camere del bed and breakfast sono dotate di aria condizionata, TV a schermo piatto, pavimenti in parquet e bagno privato con set di cortesia e asciugacapelli. 
Non vedo l’ora di dedicare qualche ora a chiacchiere, massaggi e pasticcini. Venite con me?

 

Prima dei figli e ora 

Una volta, nel mio giorno di riposo, mi svegliavo a mezzogiorno, saltavo la colazione e trovavo un buon pranzetto preparato dalla mamma. 

Il buongiorno al fidanzato, qualche messaggio alle amiche e poi via a fare un giro per negozi, un The in centro con l’amica del cuore, la palestra se mi andava di farla. 

Poi rincasavo per cena oppure stavo in giro facendo tardi, tanto il giorno dopo sarei stata di nuovo a riposo.

Eppure ero sempre stanca,mi lamentavo e non ero appagata, soddisfatta, prendevo mille impegni ma non ne concludevo tanti.

Poi sono arrivati i figli, e la sveglia non suona più perché mi svegliano loro, apro gli occhi presto presto che la scuola ci attende, la colazione a suon di “hai finito il latte?”, la doccia da cui esce acqua fredda se uno di noi si lava i denti contemporaneamente, mi sveglia definitivamente. 

Così tra una merendina lasciata sul tavolo e una cacca appena fatta mentre usciamo da casa,mi prometto che devo prendere margine e organizzarmi ancor meglio il giorno dopo.

La società ci attende. Attende i miei figli coi loro impegni a scuola e attende me che sono lavoratrice, madre, donna che cerca di rimettersi in forma,moglie e regina ( ridete pure) della casa.

Se non faccio la spesa non si pranza (e manco si cena) il buongiorno al fidanzato (che è diventato marito) è un bacio veloce spiattellato con un riassunto degli incarichi della giornata, il messaggio alle amiche è stato scritto ma ho scordato di premere invia perché è scattato il verde del semaforo, gli unici negozi che vedo hanno insegne con orsetti e fiocchetti, per il The occorre controllare il turno di Mammo che starà con i figli. E la palestra? Manco a pensarci.


Prendo impegni, studio, faccio, disfo e rifaccio e sono stanca ma soddisfatta, delle volte mi lamento un po’ ma se guardo indietro vedo che la vita vera é ora.

Con tutte le stanchezze del sonno disturbato, dell’appartamento che sempre lindo non è, con il capo che controlla i risultati, col marito intravisto nel corridoio della nostra casa (in realtà è mezzo metro quadrato ma faceva figo scriverlo).

Perché ci sono loro che hanno portato luce in una vita monotona, che incuranti della mia giornata mi chiedono ancora “mamma, giochi con me? “. E mi raccontano le loro avventure a scuola, e che il riso verde era proprio buono e “sai che S. mi ha baciato?”

E mi vorrei ritagliare una pipì in autonomia ma li ho accanto mentre aprono il rubinetto del bidet e tirano giù 3 metri di carta igienica che pulirebbe il sedere a tutto il vicinato.  

E litigano perché la palla rossa è la migliore ma se uno prende la verde, la migliore diventa quella.

E “il bagnetto si, ma non lavarmi i capelli, le unghie oggi no e mamma mi fai un massaggio?” 

Li metto a letto con tutto l’amore e la riconoscenza per avermi scelta come mamma, crollo nel sonno più giustificato che c’è…shhhh domani si ricomincia…ah è già domani?!

Let’s go!!

Sarai il Mio ultimo figlio

Di figli ne ho 2, Drago 5 di cinque anni ed Ercolino (chiamato così per il suo amore per le proteine e per il suo fisico bombato) di 21 mesi.

Quando arrivò Drago 5, avevo 29 anni e di cosa significasse crescere un figlio non ne avevo la minima idea.
 Avevo idealizzato come sarebbe potuto essere ma poi,la vita, capovolge le aspettative per riempirti di quella unicità che non tiene conto di ciò che avresti voluto tu. E non è detto che sia sbagliato.

Una cosa l’ho azzeccata. Peccato che poi…vorrei ora poterla modificare un po ma non si può più tornare indietro.

 Volevo da subito renderlo sicuro di se, indipendente, autonomo questo mio Drago.
In questo percorso, col Mammo, gli abbiamo fornito degli strumenti per poterlo essere e così in ogni tappa i tempi non li rispettava ..li bruciava in velocità.

E ora, non so se questo sia stato un bene. Perché non vederlo piangere se mi perde di vista al centro commerciale, non buttarsi a terra per un gioco non comprato, partecipare con i suoi risparmi al viaggio di famiglia, ai miei occhi lo rende più grande di quello che è, e mi sembra ancor più frenetico il tempo che passa lasciandomi l’amaro di non vederlo a tratti bambino.


Poi è arrivato lui, Ercolino e mi sono voluta fermare. Assecondarlo, rispettare i suoi tempi, non creare forzature. 

Così Ercolino è cresciuto con il mio latte sino a quando ha deciso lui(18 mesi), ha imparato a camminare a 17 (e io non ero in ansia), urla se non ottiene ciò che vuole e dorme nel lettone attaccato a me.

Ho capito che devo godermelo, gustare ogni attimo perché raggiungere le tappe prima degli altri coetanei non lo renderà una persona migliore e non farà di me una madre da copertina.

Questa corsa l’ho un po ridimensionata anche con Drago5 e questo è uno dei regali che Ercolino ha fatto al suo fratello maggiore.

Perché Ercolino sarà il mio ultimo figlio e voglio che i tempi per raggiungere le sue conquiste li detti lui senza le mie forzature.

E ora ho capito che non importa se:
– il cibo sarà appiccicato nelle piastrelle o nel muro e se non sarà così perfetto e ordinato a tavola. Se lo sarà gustato e io avrò riso con lui.

– il pannolino non lo eliminerà allo scoccare dei 2 anni e io non mi sentirò l’invincibile mamma leva-pannolini.

– nel lettone si sta stretti e in estate fa caldo e lui si vorrà stringere a me, ci saranno anni in cui vorrò stringerlo io e lui sarà a fare un falò sino all’alba.


– starà male e io starò con lui disdicendo un uscita tra amiche Perchè riporrà in me la sua voglia di guarire e io lo coccolerò.

– strillerà per non essere lasciato al nido e non lo guiderò a trovare pace al suo bisogno di stare con me.

– litigherà con i suoi coetanei e non interverrò dopo un nano secondo dimostrando di essere una mamma precisa e tutta d’un pezzo.

– non si laverà da solo a 2 anni ma vorrò sentire tra le mie mani, quella spugna col suo bagnoschiuma profumato e il talco nell’aria.

Voglio godermi ogni giorno perché lui sarà il mio ultimo figlio e Drago5 sarà sempre il mio primo bimbo e di strada ne abbiamo tanta da fare. Quindi, perché non rallentare un po’?


Li guiderò, spronerò, sgriderò ma mai più forzerò i loro tempi, ascolterò di più le loro richieste e godrò di quel tempo che scorre lento grazie a loro, che di corse e freneticità mi basta tutto il resto della vita. 

Mamma, ammalati tranquillamente 


C’era una volta un dente da devitalizzare, un’influenza da curare e giusto un paio di placche sorridenti sulle sue tonsille.

Lei era a letto, la suocera pregava il Dio delle guarigioni veloci e la madre sventolava asciugamani bagnati da rimettere in fronte come se lei fosse ancora bambina.

Ehi, non che queste sfighe fossero sopraggiunte tutte  assieme ma anche se distanziate nel tempo sai che bocce!

Sdraiata accanto a lei, c’era una creatura che succhiava un nettare così prezioso che in un colpo solo, sfamava, coccolava e addormentava. 

Ma la Regina Madre, pur assolvendo il suo compito di nutrice e meritandosi di default la guarigione, di miglioramenti all’orizzonte non ne scorgeva e così si rassegnò a mandare il “mammo” ad acquistare pacchi di medicine dallo sciamano farmacista di turno.

Ma quali farmaci erano compatibili con il suo allattamento?  Stava per intossicare una creatura che pesava 3 bottiglie d’acqua o poco più?

Così si ricordò di aver letto da qualche parte che era attivo un recapito telefonico dedicato a tutte le mamme che non si arrendevano davanti a microbi e batteri e che volevano combatterli a suon di pastiglie,antibiotici e riposo.
Quindi, contattò l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri al numero 800883300 e parlò con la Dottoressa Misalvilei che le diede l’ok per i farmaci compatibili con l’allattamento e il “mammo” corse a fare shopping autorizzato.


Questa è la storia di ogni Regina Madre che nel caso dovesse ammalarsi, ha a sua disposizione un centro efficientissimo di medici che offrono questo servizio gratuito 24 ore su 24 per poter guidare, consigliare e trovare soluzioni finalizzate al proseguimento dell’allattamento senza interruzioni dovute ai farmaci.

Quando ero Regina Madre allattante ho contattato il centro innumerevoli volte e l’unico disservizio ricevuto era non poter esprimere il mio grado di giudizio…avrebbe avuto ogni volta il mio 10!