Mese: novembre 2016

5 modi per dirgli che sarà Papà 

Quando ancora Io e Mammo eravamo una coppia libera da parchi,asili e casa disordinata, immaginavo il momento in cui gli avrei detto che sarebbe diventato papà. 
Avrei voluto un modo unico e speciale per rivelargli questa notizia ma andò diversamente.
Comprai il test di Sabato, alle 15, nella parafarmacia del Conad mentre facevo la spesa per la cena. Alle 16 sapevo già tutto. 

Ero una mamma. 

“Oh mio Dio ma è vero? Cosa potrò mangiare? Fammi ricordare se ho preso medicine in questi giorni! Come lo dico a lui?”
Iniziai a camminare in tutta la casa e non riuscivo a star ferma, sarei voluta uscire a comprare una scatolina spiritosa per metterci dentro un biglietto ma niente.
 Al suo rientro da lavoro, gli aprii la porta e con un piede mezzo dentro e uno mezzo fuori gli dissi la frase più scontata che potessi pronunciare:

 “Sono incinta, aspettiamo un bambino”

 Era incredulo, gli occhi sgranati e la felicità sul suo viso mi calmarono. Passammo la sera sul divano a leggere su internet i cibi consentiti, prima di ricevere la visita di una coppia di amici che ci esortava ad avere bambini. Che risate trattenute a quei consigli!

Ci sono tanti modi per comunicare al proprio compagno la notizia più bella del mondo ed ecco 5 spunti a cui potrai ispirarti:

Una cena romantica a lume di candela, a casa propria o in un ristorante speciale.

Una lettera lasciata accanto alla colazione (visto che i test si dovrebbero fare la mattina perché si ha la massima concentrazione dell’ormone beta HCG) o dandola a mano in qualsiasi momento della giornata. 

Graziosa l’idea di una scatolina in cui si può riporre un ciuccio, un paio di scarpette da neonato o un peluche. 


Bello sarebbe creare un video della propria storia d’amore in cui nell’ultima parte ci sia un neonato.


Si può anche impacchettare il test di gravidanza che sicuramente non lascerà alcun dubbio.


Chissà quanta fantasia hanno le persone nel vivere questo momento. Tu come lo immagini? E tu, come gli hai rivelato la notizia? Avete fatto il test assieme? Avete avuto la gioia di saperlo da un medico? 

Warmies, le nuove borse termiche per scaldare i bimbi 

In queste giornate freddine, come tutti gli anni, adoro mettere sotto le coperte, una borsa d’acqua calda o elettrica così non patisco il freddo delle lenzuola, visto che nella mia famiglia non si utilizzano quelle in flanella.

Anche Drago, da quando è piccolo, trova confortante quel calore e utilizza le borse anche nei piedini o sul pancino mentre guarda sul divano la TV.

Nella mia ricerca per acquistare una nuova borsa, ho scoperto questo prodotto innovativo e sicuro, pensato per i piccoli ma che adorerei pure io.
Si tratta dei Warmies, peluche morbidissimi che accumulano calore e sono scaldabili nel forno a microonde o nel forno tradizionale.


Al loro interno, chicchi di miglio per mantenere il calore e lavanda per profumare e rilassare.


Si possono utilizzare da caldi per conciliare il sonno ma anche per alleviare piccoli fastidi come rigonfiamenti o distorsioni in quanto possono essere raffreddati in freezer.


Utili anche in caso di febbre al posto della solita borsa del ghiaccio.


Unica pecca è che devono stare in freezer almeno una notte e si sa, la febbre o la distorsione quando arriva, non aspetta tanto.

Qualcuna li conosce e li consiglia?

Ciò che non ti dicono sull’allattamento 

 Quando feci il primo e unico corso preparto, (visto che tendenzialmente per la seconda gravidanza ci si dedica ad altro) tra tutte le argomentazioni, le curiosità, i racconti, ci fu anche la parte dedicata all’allattamento. La struttura del seno, gli ormoni che entrano in gioco, le posizioni corrette per l’attaccamento del bambino e bla,bla,bla,bla.

Ciò mi rimase di tutte quelle parole fu la voglia di volerlo fare, voler allattare Drago almeno un po.

I reggiseni per l’allattamento erano pronti, le coppette assorbilatte pure, le vestaglie con i bottoni davanti lavate e stirate.

Poi, nacque lui, un batuffolo (mica tanto) di oltre 3 kg che aveva bisogno di mangiare visti gli sforzi che aveva fatto per venire al mondo!


Ero indolenzita, con capogiri e voglia di non fare nulla perché il meglio di me lo avevo dato tutta la notte ma dovevo provare ad attaccarlo e la soddisfazione di vederlo mangiare sui miei seni era per me fonte di appagamento.

Ma, in una manciata di giorni, l’attacco errato, purtroppo, aveva prodotto ragadi, tagli sanguinanti che uniti a contrazioni uterine e fitte, mi fecero precipitare in un doloroso momento non solo fisico ma mentale.

Le persone continuavano a farci visita a casa per conoscere la nostra Neo-famiglia e io non riuscivo a rilassarmi perché nel momento in cui avrei dovuto allattare Drago, avrei contemporaneamente dovuto accogliere la gente ed ero contraria a condividere l’intimità dell’allattamento.

In più, per far arrivare la montata lattea (ehi! potresti non accorgerti del suo arrivo se hai un seno già prosperoso) mi portavano formaggi, kg di noci, birra (si sa che la birra fa latte! Mamma mia!!! Non è vero!!) e io non ne potevo più di tutto questo palcoscenico di cose piombato assieme all’allattamento.

Decisi di fare qualcosa. Cambiare atteggiamento. Ormai tutti i parenti avevano conosciuto Drago e le visite diminuivano (tranne per quelli che volevano rivenire per vedere quanto fosse cresciuto a distanza di 1 mese) e incominciai a rilassarmi. Io nel lettone e lui accanto a me in una penombra mistica che mi ricollegò a tanti animi di donne che nel mondo vivevano la mia stessa storia. Capii che la fretta era cattiva consigliera e che avrei dovuto ridimensionare i ritmi ad un livello più arcaico e ci riuscii.


Riuscii ad allattare Drago per un anno, un anno difficile, perché l’allattamento era arrivato senza le giuste conoscenze e se solo fossi stata più informata, la consapevolezza delle difficoltà che avrei potuto incontrare, mi avrebbe da subito, fatto capire che era tutto NORMALE.

È normale che sia doloroso, che si voglia abbandonare, che si pensi ai bimbi cresciuti bene con il latte artificiale. Basta saperlo. Sapere che potrebbe capitare di affrontare difficoltà ma che alla maggior parte delle problematiche c’è soluzione.

Per questo ho studiato per diventare una Peer supporter per l’allattamento materno. Perché avrei voluto con me una guida, una persona che standomi accanto potesse spiegarmi cosa stesse accadendo e incoraggiarmi nella scelta di allattare.

Da donna dico sempre che l’importante non è allattare ma essere serene, si è delle buone madri anche con in mano un biberon. Ma so anche che a difficoltà che sembrano insormontabili si può trovare una soluzione e delle volte basta rivolgersi alle figure giuste per avviare un allattamento armonioso e  garantisco che in questa diade lo scambio di emozioni sarà reciproco.
E voi, la pensate come me?

 

Il Villaggio di Babbo Natale a San Sperate

E’ da un paio di anni che a San Sperate, paese di  9.000 abitanti in provincia di Cagliari, si anima di una magia natalizia unica per bambini e adulti.

IMG_6747.JPG

Noi, lo scorso anno, ci siamo stati per la prima volta e non vediamo l’ora che si riproponga.

Infatti, l’8 dicembre e il  10, 11, 17, 18 dalle 10:00 alle  12:30 e il pomeriggio dalle 16:00 alle 20:00, sarà possibile conoscere Babbo Natale e gli elfi nella cornice del Museo del Crudo di via Roma 15.

Lo scorso anno abbiamo fatto un po’ di fila ma l’attesa è stata ripagata dall’emozione che abbiamo vissuto appena entrati nel cortile. Un grandissimo pupazzo di neve accoglieva i visitatori  nel cortile in cui era presente anche la slitta con le  renne e  i bambini potevano sedersi e farsi fotografare dai genitori in preda ad un’euforia contagiosa.

Sullo stesso livello, oggetti artigianali in vendita e  il libro zeppo di firme dei visitatori facevano da contorno a questa magica atmosfera che si è scatenata nel momento in cui  è caduta la neve. Ehi! Tutti con il naso all’insù per questo spettacolo a cui noi non siamo tanto abituati e che ci ha sorpresi tra urla concitate e  ricordi malinconici di qualche nevicata fa.

 

IMG_6733.JPG

Bellissimo l’incontro con Babbo Natale e gli elfi che attendevano grandi e piccini per fare le foto e scambiarsi gli auguri accanto ad un camino accesso (mica vero eh!) prima di immergersi nella stanza attigua in cui due elfi ci invitavano a compilare e imbucare la letterina con la richiesta dei doni.

IMG_2985.JPG

Al termine del percorso, spremute, biscotti e acquisti handmade completavano questa magica serata che siamo pronti a rivivere! Verrete anche voi?