Di figli ne ho 2, Drago 5 di cinque anni ed Ercolino (chiamato così per il suo amore per le proteine e per il suo fisico bombato) di 21 mesi.

Quando arrivò Drago 5, avevo 29 anni e di cosa significasse crescere un figlio non ne avevo la minima idea.
 Avevo idealizzato come sarebbe potuto essere ma poi,la vita, capovolge le aspettative per riempirti di quella unicità che non tiene conto di ciò che avresti voluto tu. E non è detto che sia sbagliato.

Una cosa l’ho azzeccata. Peccato che poi…vorrei ora poterla modificare un po ma non si può più tornare indietro.

 Volevo da subito renderlo sicuro di se, indipendente, autonomo questo mio Drago.
In questo percorso, col Mammo, gli abbiamo fornito degli strumenti per poterlo essere e così in ogni tappa i tempi non li rispettava ..li bruciava in velocità.

E ora, non so se questo sia stato un bene. Perché non vederlo piangere se mi perde di vista al centro commerciale, non buttarsi a terra per un gioco non comprato, partecipare con i suoi risparmi al viaggio di famiglia, ai miei occhi lo rende più grande di quello che è, e mi sembra ancor più frenetico il tempo che passa lasciandomi l’amaro di non vederlo a tratti bambino.


Poi è arrivato lui, Ercolino e mi sono voluta fermare. Assecondarlo, rispettare i suoi tempi, non creare forzature. 

Così Ercolino è cresciuto con il mio latte sino a quando ha deciso lui(18 mesi), ha imparato a camminare a 17 (e io non ero in ansia), urla se non ottiene ciò che vuole e dorme nel lettone attaccato a me.

Ho capito che devo godermelo, gustare ogni attimo perché raggiungere le tappe prima degli altri coetanei non lo renderà una persona migliore e non farà di me una madre da copertina.

Questa corsa l’ho un po ridimensionata anche con Drago5 e questo è uno dei regali che Ercolino ha fatto al suo fratello maggiore.

Perché Ercolino sarà il mio ultimo figlio e voglio che i tempi per raggiungere le sue conquiste li detti lui senza le mie forzature.

E ora ho capito che non importa se:
– il cibo sarà appiccicato nelle piastrelle o nel muro e se non sarà così perfetto e ordinato a tavola. Se lo sarà gustato e io avrò riso con lui.

– il pannolino non lo eliminerà allo scoccare dei 2 anni e io non mi sentirò l’invincibile mamma leva-pannolini.

– nel lettone si sta stretti e in estate fa caldo e lui si vorrà stringere a me, ci saranno anni in cui vorrò stringerlo io e lui sarà a fare un falò sino all’alba.


– starà male e io starò con lui disdicendo un uscita tra amiche Perchè riporrà in me la sua voglia di guarire e io lo coccolerò.

– strillerà per non essere lasciato al nido e non lo guiderò a trovare pace al suo bisogno di stare con me.

– litigherà con i suoi coetanei e non interverrò dopo un nano secondo dimostrando di essere una mamma precisa e tutta d’un pezzo.

– non si laverà da solo a 2 anni ma vorrò sentire tra le mie mani, quella spugna col suo bagnoschiuma profumato e il talco nell’aria.

Voglio godermi ogni giorno perché lui sarà il mio ultimo figlio e Drago5 sarà sempre il mio primo bimbo e di strada ne abbiamo tanta da fare. Quindi, perché non rallentare un po’?


Li guiderò, spronerò, sgriderò ma mai più forzerò i loro tempi, ascolterò di più le loro richieste e godrò di quel tempo che scorre lento grazie a loro, che di corse e freneticità mi basta tutto il resto della vita.