I pannolini, ovvero che caratteristiche devono avere per andar bene ai bambini

 

Nel panorama pannoliliano, si trovano tantissime marche di pannolini con caratteristiche e prezzi differenti.

Se sei in dolce attesa e pensi a quale ultra scorta tenere in casa per la nascita del tuo bambino, da ora avrai un pensiero in meno. Non fare nessuna scorta perché se non dovessero andar bene al tuo bambino, potresti trovarti a dover smaltire pacchi di panni inutilizzati.

Come fare quindi per farsi un’idea su quali scegliere almeno inizialmente?

  • Contattare le aziende per ricevere un campione gratuito
  • Chiedere dei campioni gratuiti alle catene di prodotti per bimbi
  • Osservare le caratteristiche dei panni utilizzati da qualche tua amica neomamma

Che caratteristiche deve avere un pannolino per essere di qualità? Ecco le 3 caratteristiche fondamentali per fare la scelta giusta:

  1. MORBIDEZZA: Strofinalo sulla tua mano, devi sentirlo morbido al tatto, come una carezza sulla pelle
  2. BANDA ELASTICA IN VITA: per avere una vestibilità comoda sul pancino, senza nessuna rigidità
  3. BARRIERA CATTURA PUPU’: sul retro del panno troverai una stringa orizzontale che serve ad evitare le fuoriuscite

 

Avevi già valutato questi aspetti? Se ti va di parlarne assieme vediamoci sul gruppo https://www.facebook.com/mammeincorso.it/
 

Seguirà un video in cui ti darò magari informazioni  e un  link utile  per la tua scelta.

Ti aspetto li, Katy

 

La nostra merenda

 Ore 7: tutti in piedi. O quasi. Ci sono 2 mostrini spaparanzati sul divano che si contendono il Telecomando. Uno vorrebbe vedere “Spiderman” e l’altro “Henry Danger”. 

Poi ci sono io che preparo la colazione, apro Facebook, mi faccio la doccia, leggo un whatsapp, preparo Ercolino, ricevo una mail, vesto Michy, mollo il cellulare, poi lo riprendo e voliamo in macchina a scuola perché è già tardi. 

Iniziano così le nostre giornate, tra una perdita di tempo e un lamento che è troppo tardi. Non c’è tregua tra Facebook, casa, Facebook, lavoro, Facebook e spesa. Però, fare la spesa, da quando sono mamma, è diventato un momento in cui mi mi rilasso e rallento un po.

Al supermercato, nel nostro carrello, non può mancare la merenda pratica e sana, una merenda che soddisfi me, da un punto di vista salutare, e i bambini come sapore. 

Con l’ABC della merenda di Parmareggio, disponibile in 4 diverse combinazioni, soddisfo tutti i nostri bisogni perché è completa ed equilibrata ( ha il giusto apporto di carboidrati, proteine e grassi) ma anche gustosa e nutriente. La confezione, offre uno snack Parmareggio, un frullato 100% frutta, i grissini o la frutta secca. 


Perfetta come merenda per scuola, prima o dopo lo sport, a casa dai nonni, in giro se tardiamo un po i pasti, ci consente di evitare le cioccolato e merende con troppi grassi e zuccheri.

Ho visto poi che, il sito di Parmareggio,  ha una parte dedicata ai bambini, con giochi, fumetti, suonerie e altre attività, tra cui la possibilità di scaricare giochi da tavolo. Ci sono anche promozioni e un concorso in cui i bambini possono diventare cantanti rap del l’ABC della merenda.

Insomma, questa merenda ci ha conquistati per gusto ed equilibrio ma anche per quel topolino testimonial che è un sacco grazioso!

Buzzoole

Natùa, cosmetici naturali della Sardegna 

Prova  a pensare ad una stanza illuminata da  candele profumate, la musica orientale in sottofondo e un lettino caldo in cui sei distesa  mentre ricevi un delicato messaggio rilassante. La fragranza dell’olio all’arancia si sprigiona nell’aria rendendola frizzantina. La sua consistenza idratante e non appiccicosa idrata la tua pelle rendendola morbida e profumata.

Adori anche tu i massaggi? Due settimane fa, ho ritagliato un po di tempo per me e ho prenotato un trattamento corpo che rimandavo da non so quanto. Il massaggio è un po come una vacanza, vorresti portar con te, nella tua quotidianità, quei profumi e quelle sensazioni provate. Quell’olio all’arancia doveva essere mio! Venire a sapere che era prodotto in Sardegna mi ha spinta a contattare l’azienda per saperne di più e sono stata  felicissima di ricevere dei prodotti da provare.


L’azienda, si chiama Natùa e produce cosmetici naturali a base di olio extravergine d’oliva arricchiti da aromi tipici del Mediterraneo come rosmarino, lavanda, eucalipto, geranio e arancia. Tutti i loro 6 prodotti sono senza profumi, coloranti, conservanti sintetici e senza tensioattivi.

Inoltre sono tutti:

  • Fatti a mano
  • Non testati su animali 
  • senza derivati del petrolio
  • creati con formulazioni biodegradabili prive di EDTA

Il primo prodotto (dopo l’olio si intende) è stato lo Shampoo.



SHAMPOO LUCE NATURALE:

Testato sui miei capelli ma anche su quelli dei bambini. Risultato? Capelli lucenti, vivi e morbidi per tutti. Su di me questo shampoo enfatizza il colore naturale che ho alla base ma anche quello della lunghezza ( in cui ho lo shatush). Personalmente, mi accorgo che uno shampoo è di qualità se riesco a lavarli con un solo lavaggio e così è stato. Con prodotti più commerciali, se dopo il primo lavaggio non sento i capelli perfettamente puliti, ne faccio un secondo. I bambini invece, che temono il lacrimare degli occhi, si sono accorti da subito che era un prodotto diverso e che non faceva tanta schiuma (una delle caratteristiche che dovrebbero avere tanti prodotti per la cura del corpo). Lo shampoo è  arricchito  di olio essenziale alla lavanda e rosmarino e contiene pantenolo e inulina per idratare, lenire, districare e rendere setosi i capelli.
Una pillola: dopo aver lavato i capell, spruzzateli nella loro lunghezza con acqua fresca per renderli ancora più lucenti. Luminosità garantita.

Della stessa linea, fa parte anche il bagnodoccia alla fragranza di arancia per iniziare la giornata con un tocco di vitalità. 

 

CREMA VISO:

La crema fluida viso 24 ore, è secondo me, il prodotto migliore di tutta la linea. Lo stendo la mattina prima di portare i bimbi a scuola e apprezzo il fatto che si assorba istantaneamente rendendo la pelle idratata, elastica e morbida. Ottima anche come base per il trucco nonché per la sua fragranza frizzantina all’arancia che da uno sprint all’inizio giornata. Pillola: L’ho provata anche sul sederino arrossato dei bimbi e funziona pure li! Non so se l’azienda sia a conoscenza di questa caratteristica!

BALSAMO LABBRA

Natùa, ci offre un balsamo labbra senza paraffina, adatto anche
a chi come me soffre di herpes labiale e deve prestare attenzione a tutti gli ingredienti dei prodotti per le labbra. Oltre alla naturale composizione ne ho apprezzato il risultato. Labbra morbide, piene e ben idratate. Profumazione all’arancia. Pillola veloce: prima di stendere il balsamo labbra, levigale con uno spazzolino da denti con setole morbide. Eliminerai le fastidiose pellicine e renderai le labbra  più carnose.



SAPONE BAGNO:

Il sapone bagno Natùa, può essere utilizzato su tutto il corpo compresi i capelli ma la sua riuscita maggiore l’ha avuta sulla barba di mio marito rendendola in un solo gesto pulita, nutrita e profumata grazie alla fragranza dell’olio essenziale di eucalipto.

 

Visitate il sito dell’azienda per saperne di più:

http://www.natua.it

A chiunque interessi   vedere dal vivo i prodotti, consiglio di farsi una passeggiata perché ne vale la pena e  può trovarli cliccando qui

Chi invece non si trova in Sardegna può ordinarli online su:

http://saponetico.com/it/

http://www.almasardinia.it/

Conoscevi già questa linea di prodotti? 

DISCLAIMER: Questo non è un post sponsorizzato. I prodotti di cui  ho parlato,mi sono stati forniti gratuitamente dall’azienda. Tutte le considerazioni espresse, sono frutto della mia onestà intellettuale e della mia soggettiva esperienza di utilizzo.







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Bambini malati nel weekend? Vogliamo il pediatra 24h su 24

Ehi bambini, che bello! Finalmente è Venerdì e domani andiamo a fare una gita tutti assieme! Dove andiamo? Al mare, al lago, in montagna?

Quasi quasi sento in lontananza Heidi che fa ” Le caprette ti fanno ciao” , ma ciao proprio!!!


Perché manco ho finito di annunciarlo che uno di loro  fa “mamma, mi fa male la gola quando ingoisco!” “INGOISCO? Si dice ingoio, quante volte te lo avrò detto che si dice I N G O I O! Vieni, vieni qui, prendiamo l’iphone e illuminiamo questa gola, ehi, ma tu scotti?!”

La persona di sesso maschile (che poi sarebbe il padre) sgrana gli occhi e coglie il lato positivo ” il calcio su Sky, sarà fantastico questo weekend”, cioè, non che lo dica ma forse, lo pensa.

Paracetamolo, spray nasali e aerosol si mettono in fila indiana e marciano rendendosi disponibili sino al lunedì, quando il pediatra svelerà quale batterico mostro si è impossessato del mio sabato e domenica…ehm, intendevo dire del bambino.

Così, tra uno starnuto e un vomito, la febbre è sempre più alta e il cruccio arriva puntuale ” Guardia Medica o pronto soccorso?”

” Ma no, risponde il tifoso, magari andiamo lì e si becca mille altre malattie, teniamolo qui al calduccio”.

E allora, ecco che la petizione creata da Giovanna Romeo, trova un consenso di oltre 14mila persone che richiedono l’assistenza pediatrica 24 ore su 24. Tra queste c’è pure la mia firma. In pratica, si tratterebbe, di avere a disposizione un pediatra nella sede della guardia medica, dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 8 e dal sabato mattina al lunedì con festivi e prefestivi inclusi.

La petizione, rivolta al Presidente della Repubblica, del Consiglio e al Ministro della Salute,  spiega che lo Stato, in termini di costi, andrebbe pure a risparmiare in quanto si ridurrebbero gli interventi del 118 e gli accessi ospedalieri.

La serenità di godere di una visita accurata e mirata a sconfiggere tutti i mostri anti-weekend sicuramente rasserena e fa sperare nella gita del prossimo fine settimana. Si sa, per noi mamme, la speranza è ultima a morire!

Questo è il link per accedere alla petizione perciò se sei inguaiata pure tu, clicca forte su FIRMA QUESTA PETIZIONE e condividi con le mamme sfigatelle che conosci.

Buon weekend! 
 

Museo d’arte siamese a Cagliari, se hai dei bimbi non puoi perderlo

C’è un posto, a Cagliari, che profuma di oriente. 

Situato all’interno della Cittadella dei Musei, nel quartiere di Castello, si trova infatti il museo d’arte siamese intitolato a “Stefano Cardu”, viaggiatore e collezionista che donò alla città, innumerevoli oggetti raccolti durante i suoi anni trascorsi in Siam (l’attuale Thailandia),Cina,Giappone e India.
Dipinti, sculture,porcellane e manoscritti impreziosiscono una bella e luminosa sala rettangolare che incanta adulti e bambini evocando posti lontani ma così sorprendentemente vicini a noi e alla nostra società.

Infatti, mentre ci si sofferma davanti a lance,pugnali e armi, è facile per i bambini, associare gli oggetti a luoghi vissuti dal panda Po che imparando il kung-fu divenne poi il Guerriero Dragone. 

In un’atmosfera magica e curiosa, è interessante scoprire a cosa erano destinati oggetti particolari e osservare quanto i bambini sappiano rapportarsi e costruire racconti davanti all’arte.
Immaginazione, apprendimento e curiosità caratterizzano il tempo che i bambini dedicano alla mostra, in un contesto che andrebbe vissuto per educarli allo spirito critico che l’arte offre.

Ogni primavera per noi è tappa sicura, anche se il museo è permanente e quindi può essere visitato durante tutto l’anno.

I biglietti si acquistano direttamente nella sala del museo. I bambini entro i 6 anni non pagano, dai 6 anni in poi pagano 1 euro mentre il prezzo per gli adulti è di 2 euro. 

Che dire, per un piccolo viaggio in Oriente, ne vale la pena, no?

Come NON preparare il seno per l’allattamento

Tempo fa, alle donne in gravidanza, si consigliava di strofinare i capezzoli con un asciugamano o un guanto di crine per preparare il seno all’allattamento. Si credeva che, in questo modo, i capezzoli potessero essere irrobustiti per renderli meno vulnerabili a ragadi e fastidi durante la suzione.


Ora, l’Oms (organizzazione mondiale della sanità) ci informa che il seno NON necessita di nessuna preparazione perché la natura sa già trasformare e adattare il corpo a questa richiesta.

Del resto, se durante la gravidanza, si va a sollecitare il seno, si potrebbe dare il via alle contrazioni uterine.

Quindi, in che modo si prevengono le ragadi? 

Le ragadi si prevengono attraverso un corretto attaccamento del bambino. Soprattutto durante i giorni di ricovero, è importante farsi aiutare da ostetriche e medici per trovare il giusto contatto seno-bimbo che prevede che il bambino prenda tutta l’areola e non solo il capezzolo.

Dopo la poppata, sarà possibile lavare il seno con semplice acqua o sapone neutro ma prima di farlo, per proteggere il seno, si consiglia di spremere una goccia di latte sul seno stesso lasciando asciugare all’aria. L’effetto idratante e cicatrizzante del latte materno, aiuterà la mamma ad affrontare  ragadi e fastidi dell’allattamento.

Paracapezzoli in argento, pomate di lanolina e olio di mandorle, li ho sperimentati personalmente e ne ho trovato giovamento ma ogni caso è a se e un consulente dell’allattamento saprà aiutare a trovare la gusta dimensione.

E voi, avete preparato il seno durante la gravidanza? Avete sofferto di ragadi in allattamento?

 

 

 

 

5 modi per dirgli che sarà Papà 

Quando ancora Io e Mammo eravamo una coppia libera da parchi,asili e casa disordinata, immaginavo il momento in cui gli avrei detto che sarebbe diventato papà. 
Avrei voluto un modo unico e speciale per rivelargli questa notizia ma andò diversamente.
Comprai il test di Sabato, alle 15, nella parafarmacia del Conad mentre facevo la spesa per la cena. Alle 16 sapevo già tutto. 

Ero una mamma. 

“Oh mio Dio ma è vero? Cosa potrò mangiare? Fammi ricordare se ho preso medicine in questi giorni! Come lo dico a lui?”
Iniziai a camminare in tutta la casa e non riuscivo a star ferma, sarei voluta uscire a comprare una scatolina spiritosa per metterci dentro un biglietto ma niente.
 Al suo rientro da lavoro, gli aprii la porta e con un piede mezzo dentro e uno mezzo fuori gli dissi la frase più scontata che potessi pronunciare:

 “Sono incinta, aspettiamo un bambino”

 Era incredulo, gli occhi sgranati e la felicità sul suo viso mi calmarono. Passammo la sera sul divano a leggere su internet i cibi consentiti, prima di ricevere la visita di una coppia di amici che ci esortava ad avere bambini. Che risate trattenute a quei consigli!

Ci sono tanti modi per comunicare al proprio compagno la notizia più bella del mondo ed ecco 5 spunti a cui potrai ispirarti:

Una cena romantica a lume di candela, a casa propria o in un ristorante speciale.

Una lettera lasciata accanto alla colazione (visto che i test si dovrebbero fare la mattina perché si ha la massima concentrazione dell’ormone beta HCG) o dandola a mano in qualsiasi momento della giornata. 

Graziosa l’idea di una scatolina in cui si può riporre un ciuccio, un paio di scarpette da neonato o un peluche. 


Bello sarebbe creare un video della propria storia d’amore in cui nell’ultima parte ci sia un neonato.


Si può anche impacchettare il test di gravidanza che sicuramente non lascerà alcun dubbio.


Chissà quanta fantasia hanno le persone nel vivere questo momento. Tu come lo immagini? E tu, come gli hai rivelato la notizia? Avete fatto il test assieme? Avete avuto la gioia di saperlo da un medico? 

Warmies, le nuove borse termiche per scaldare i bimbi 

In queste giornate freddine, come tutti gli anni, adoro mettere sotto le coperte, una borsa d’acqua calda o elettrica così non patisco il freddo delle lenzuola, visto che nella mia famiglia non si utilizzano quelle in flanella.

Anche Drago, da quando è piccolo, trova confortante quel calore e utilizza le borse anche nei piedini o sul pancino mentre guarda sul divano la TV.

Nella mia ricerca per acquistare una nuova borsa, ho scoperto questo prodotto innovativo e sicuro, pensato per i piccoli ma che adorerei pure io.
Si tratta dei Warmies, peluche morbidissimi che accumulano calore e sono scaldabili nel forno a microonde o nel forno tradizionale.


Al loro interno, chicchi di miglio per mantenere il calore e lavanda per profumare e rilassare.


Si possono utilizzare da caldi per conciliare il sonno ma anche per alleviare piccoli fastidi come rigonfiamenti o distorsioni in quanto possono essere raffreddati in freezer.


Utili anche in caso di febbre al posto della solita borsa del ghiaccio.


Unica pecca è che devono stare in freezer almeno una notte e si sa, la febbre o la distorsione quando arriva, non aspetta tanto.

Qualcuna li conosce e li consiglia?

Ciò che non ti dicono sull’allattamento 

 Quando feci il primo e unico corso preparto, (visto che tendenzialmente per la seconda gravidanza ci si dedica ad altro) tra tutte le argomentazioni, le curiosità, i racconti, ci fu anche la parte dedicata all’allattamento. La struttura del seno, gli ormoni che entrano in gioco, le posizioni corrette per l’attaccamento del bambino e bla,bla,bla,bla.

Ciò mi rimase di tutte quelle parole fu la voglia di volerlo fare, voler allattare Drago almeno un po.

I reggiseni per l’allattamento erano pronti, le coppette assorbilatte pure, le vestaglie con i bottoni davanti lavate e stirate.

Poi, nacque lui, un batuffolo (mica tanto) di oltre 3 kg che aveva bisogno di mangiare visti gli sforzi che aveva fatto per venire al mondo!


Ero indolenzita, con capogiri e voglia di non fare nulla perché il meglio di me lo avevo dato tutta la notte ma dovevo provare ad attaccarlo e la soddisfazione di vederlo mangiare sui miei seni era per me fonte di appagamento.

Ma, in una manciata di giorni, l’attacco errato, purtroppo, aveva prodotto ragadi, tagli sanguinanti che uniti a contrazioni uterine e fitte, mi fecero precipitare in un doloroso momento non solo fisico ma mentale.

Le persone continuavano a farci visita a casa per conoscere la nostra Neo-famiglia e io non riuscivo a rilassarmi perché nel momento in cui avrei dovuto allattare Drago, avrei contemporaneamente dovuto accogliere la gente ed ero contraria a condividere l’intimità dell’allattamento.

In più, per far arrivare la montata lattea (ehi! potresti non accorgerti del suo arrivo se hai un seno già prosperoso) mi portavano formaggi, kg di noci, birra (si sa che la birra fa latte! Mamma mia!!! Non è vero!!) e io non ne potevo più di tutto questo palcoscenico di cose piombato assieme all’allattamento.

Decisi di fare qualcosa. Cambiare atteggiamento. Ormai tutti i parenti avevano conosciuto Drago e le visite diminuivano (tranne per quelli che volevano rivenire per vedere quanto fosse cresciuto a distanza di 1 mese) e incominciai a rilassarmi. Io nel lettone e lui accanto a me in una penombra mistica che mi ricollegò a tanti animi di donne che nel mondo vivevano la mia stessa storia. Capii che la fretta era cattiva consigliera e che avrei dovuto ridimensionare i ritmi ad un livello più arcaico e ci riuscii.


Riuscii ad allattare Drago per un anno, un anno difficile, perché l’allattamento era arrivato senza le giuste conoscenze e se solo fossi stata più informata, la consapevolezza delle difficoltà che avrei potuto incontrare, mi avrebbe da subito, fatto capire che era tutto NORMALE.

È normale che sia doloroso, che si voglia abbandonare, che si pensi ai bimbi cresciuti bene con il latte artificiale. Basta saperlo. Sapere che potrebbe capitare di affrontare difficoltà ma che alla maggior parte delle problematiche c’è soluzione.

Per questo ho studiato per diventare una Peer supporter per l’allattamento materno. Perché avrei voluto con me una guida, una persona che standomi accanto potesse spiegarmi cosa stesse accadendo e incoraggiarmi nella scelta di allattare.

Da donna dico sempre che l’importante non è allattare ma essere serene, si è delle buone madri anche con in mano un biberon. Ma so anche che a difficoltà che sembrano insormontabili si può trovare una soluzione e delle volte basta rivolgersi alle figure giuste per avviare un allattamento armonioso e  garantisco che in questa diade lo scambio di emozioni sarà reciproco.
E voi, la pensate come me?

 

Il Villaggio di Babbo Natale a San Sperate

E’ da un paio di anni che a San Sperate, paese di  9.000 abitanti in provincia di Cagliari, si anima di una magia natalizia unica per bambini e adulti.

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Noi, lo scorso anno, ci siamo stati per la prima volta e non vediamo l’ora che si riproponga.

Infatti, l’8 dicembre e il  10, 11, 17, 18 dalle 10:00 alle  12:30 e il pomeriggio dalle 16:00 alle 20:00, sarà possibile conoscere Babbo Natale e gli elfi nella cornice del Museo del Crudo di via Roma 15.

Lo scorso anno abbiamo fatto un po’ di fila ma l’attesa è stata ripagata dall’emozione che abbiamo vissuto appena entrati nel cortile. Un grandissimo pupazzo di neve accoglieva i visitatori  nel cortile in cui era presente anche la slitta con le  renne e  i bambini potevano sedersi e farsi fotografare dai genitori in preda ad un’euforia contagiosa.

Sullo stesso livello, oggetti artigianali in vendita e  il libro zeppo di firme dei visitatori facevano da contorno a questa magica atmosfera che si è scatenata nel momento in cui  è caduta la neve. Ehi! Tutti con il naso all’insù per questo spettacolo a cui noi non siamo tanto abituati e che ci ha sorpresi tra urla concitate e  ricordi malinconici di qualche nevicata fa.

 

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Bellissimo l’incontro con Babbo Natale e gli elfi che attendevano grandi e piccini per fare le foto e scambiarsi gli auguri accanto ad un camino accesso (mica vero eh!) prima di immergersi nella stanza attigua in cui due elfi ci invitavano a compilare e imbucare la letterina con la richiesta dei doni.

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Al termine del percorso, spremute, biscotti e acquisti handmade completavano questa magica serata che siamo pronti a rivivere! Verrete anche voi?